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SLOGAN

Alma la palma si tratteneva il suo dattero, sculettando all’ingresso dell’oasi e esibendo la sua magnificenza ai quattro venti; da quando è stata in città a trovare alcuni parenti, non sappiamo che cosa si sia messa in mente; le avevano dato alla testa forse quelle ragazze che si esibivano nei casinò? O forse no… Sta di fatto che non è più la stessa, e non regala più niente a nessuno, cosa che invece faceva prima. Invano le grida dal basso la smuovono: “Dai, Alma, getta un dattero!” ripetono ogni tanto coloro che da sempre gli sono stati amici. Ma le invocazioni si attenuano sempre più, sia perché non c’è esaudimento, ma soprattutto perché non c’è il riconoscimento di quella amicizia che sembrava essere indelebile fino a poco tempo prima. Alma si era invaghita della città, aveva dato via la sua anima per avere solo una cosa: la meità. Si, il fatto di avere la mia dignità, la mia libertà, la mia autonomia, la mia Meità! Tutto per me. L’avere il mio in tutto e per tutto, ...

ORBITOLO

…E lo spinse giù dalla collina… Ma quello, inaspettatamente, scoprì le ali fino allora nascoste, e spiccò il volo oltre l’altura; non solo sì salvò, ma mise in salvo anche le caotiche intenzioni di chi era giunto a fargli quel gesto, rimettendole in ordine. Nel caos della città tutto viene fatto rotolare giù, ma chi sta nel deserto sa spiccare il volo. Se ti salvi, ma non salvi, sei certo uno che vive della città; se ti salvi e anche salvi, sei uno del deserto. La salvezza ha sempre una porta aperta; se è solo per te, la tua vittoria ti rinchiuderà nel paese tuo che sta sulla collina. Chi spinge non ha le ali, avesse in mano anche tutta quanta la città. Chi non spinge, è sospinto delicatamente dalla brezza del deserto, che lo solleverà. Orbitolo venne spinto giù dalla collina perché era l’unico nano che non ci vedeva, e non si avvide quindi nemmeno del pericolo che a cui stava andando incontro; ma il suo sesto senso aveva acceso in lui un motore invisibile ma efficace p...

GAS

Fu un topo di fogna a farmi capire che se è vero che questo è un mondo di merda, ci si può vivere anche bene. D’altronde, risalendo dalle fogne e guardando ai campi, non va a finire lì tutto quel letame, e ci fa crescere il grano, da qui il pane che ci troviamo in tavola? E quel terreno degli ortaggi, non è forse anch’esso…? Mi fermo qui, perché al solo pensare che al ristorante cinese dicono che si mangiano i topi, già il topo delle fogne, in fin dei conti deve vivere proprio in un mondo di merda, perlomeno in Cina. Qui da noi, il topo di fogna si è evoluto, e addirittura con gli occhiali si è messo a leggere le favole, a far l’attore, a fare lo chef; e penso che prima o poi andrà anche a mangiare al ristorante cinese, dove si ciberà degli altri topi. Mah!…Meglio tornare nelle fogne. Ogni fogna, grazie al suo topo, acquisisce un’atmosfera di un non so che di grazioso, di invitante e di gradevole, che quasi quasi ti vien da farti accompagnare da quel roditore come in un...

SUB

Ho deciso di scendere nei meandri dell’oceano e scrutare quei luoghi misteriosi e affascinanti. L’ho deciso proprio ora, men- tre sono seduto qui, al Pronto Soccorso, ad attendere il mio turno. La colica che mi ha assalito mi ha fatto scorrere, oltre ai vari liquidi, anche il desiderio di andare sott’acqua, facendo il sub. La bombola ad ossigeno…? Non ce l’ho, ma la potrei prendere là, da quel letto vuoto, tanto nessuno se ne accorgerà…in questo marasma dell’ospedale, chi sta vedere se porto via una bombola d’ossigeno? La tuta…? Là, quel camice da chirurgo potrebbe essere la mia misura, tanto uno più uno meno, chi se ne accorgerà? Le pinne…? Me le farò fare di gesso, come quel piede di quell’uomo di colore che esce ora da dietro la tenda: ecco, un piedone così mi aiuterà a scendere nelle profondità degli oceani dell’avventura! E la fiocina…? Eh, beh, certo: già che ci sono, un arpione per la pesca subacquea mi occorre…vediamo…potrei usare quell’asta della flebo, intan...

DEI

Dai e dai arrivai fin dagli dei… Chiesi loro un buon pallone per trovar la situazione ideale del sedere presso il trono del Signore. “Se di palle tu ne hai, guarda giù dove tu puoi!” Guardai giù su quella gente che si rese sì potente con le palle sulla gente date in cambio mai per niente. Bustarelle e sotterfugi per avere senza indugi reggimenti e reggipetti tutto a casa mia ci metti; tante palle ti diciamo vai con Dio che io ti amo; voglio bene a te e parenti ma io ti striscio tra i serpenti. So cavarmi dai cavilli con un colpo di pallone ben tirato a quel signore che è gradito alle signore; so arrivare in tutti i posti anche se son luoghi loschi; con gli amici ben pagati ora siam degli arrivati. Siamo un gruppo ben nutrito grazie a un popolo svampito che riempiam di tante palle e copriamo con lo scialle; e se accade un incidente non ci frega proprio niente, che siam tutti assicurati presso sindaci e curati. Abbiam preso ormai la via del chi vuole lieto sia, comprend...

BUS

Una colonia di formiche si incolonnò verso il deserto. “Dove andate, tutte voi in fila indiana?” “Ritorniamo da dove siamo venute, da quel formicaio nell’oasi del deserto, e ora andiamo a riconquistare quello che avevamo perduto!” “Ma in città non vi trovavate bene?” “Per niente: tante di noi sono morte schiacciate sotto le ruote dei tanti veicoli, altre sono morte per la fame, altre intossicate dai fumi, altre ancora calpestate da quella gente senza scrupoli!” “E ora, nel deserto, che cosa pensate di trovare?” “Nulla di più che pensare a ritrovarci, noi tutte, con le gioie e i dolori, le fatiche e le speranze, le attese e i progetti: ma almeno, qui siamo noi stesse, abbiamo la nostra identità!” I piccoli nella città non troveranno mai la propria identità, saranno sempre bistrattati, violentati e sfruttati; solo il deserto farà loro ritrovare quello che sono, che hanno e che fanno. “Che progetto avete ora?” “Nessuno, intanto: il deserto ce lo suggerirà lungo il nostro ...

LEGIBUS

“IO SONO LA TUA CITTA’!” “TU SEI COLUI CHE VIVE NEL DESERTO” NON AVRAI ALCUN DIO ALL’IN FUORI DELLA CITTA! ANCHE SE DIO CI STA, STARA’ OLTRE IL DESERTO. ESALTA SEMPRE E DOVUNQUE IL NOME DELLA CITTA’! NOMINARE IL DESERTO NEL DESERTO NON HA SENSO RICORDATI DI FARE TUTTE LE FESTE IN CITTA’! RICORDA CHE IL DESERTO E’ SEMPRE FESTA ONORA CHI DIRIGE LA NOSTRA CITTA’! ONORA CHI SI DIRIGE NEL DESERTO NON LASCIAR MORIRE QUESTA NOSTRA CITTA’! NON LASCIAR MORIRE CHI STA NEL DESERTO NON NASCONDERE LA TUA INTIMITA’ NELLA CITTA’! NON MANIFESTARE LA TUA INTIMITA’ NEL DESERTO NON PORTAR VIA CIO’ CHE E’ PROPRIO DELLA CITTA’ NON PORTAR VIA TE STESSO DAL TUO DESERTO NON DIRE MAI TUTTO DI QUELLO CHE PENSI IN CITTA’! NON DARE MAI NULLA PER SCONTATO NEL DESERTO NON DESIDERARE ZONE DESERTE IN CITTA’! NON DESIDERARE LA CITTA’ NEL DESERTO NON DESIDERARE UNA DONNA PACATA IN CITTA’! NON DESIDERARE UNA DONNA PAGATA NEL DESERTO